salve a tutti, dato che ho avuto una separazione (anche giuridica) con conseguente allontanamento dall'abitazione del mio coniuge vorrei disdire l'abbonamento del canone in quanto adesso vivo in un'altra abitazione e appartengo ad un altro nucleo familiare dove già si paga il canone. come posso fare?
grazie in anticipo .
Buona sera.Puoi disdire l'abbonamento esclusivamente in questi modi:- L’abbonato cede tutti gli apparecchi in suo possesso dando esatta comunicazione delle generalita’ e indirizzo del nuovo possessore.- L’abbonato comunica di non essere piu’ in possesso di alcun apparecchio fornendone adeguata comunicazione (ad es. per furto o incendio).- Nel caso che gli abbonati intendano rinunciare all’abbonamento senza cedere ad altri i loro apparecchi, devono presentare disdetta, entro il 31 dicembre, chiedendo il suggellamento degli apparecchi stessi.Buona fortuna,Gabriele
Scrivi una lettera in carta semplice dove esplicitamente dici che a seguito di divorzio hai cambiato residenza, fai quindi parte di un nucleo familiare che già paga canone per cui non sei obbligato a pagarlo a tuo nome.Allega certificato di residenza e stato di famiglia.
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2011年5月25日星期三
2011年5月16日星期一
Il Papa è disponibile ad incontrare le vittime irlandesi
"Nel contesto dell'attenzione alle vittime, il Papa ha scritto di essere disponibile a nuovi incontri con esse, coinvolgendosi nel cammino di tutta la comunità ecclesiale". Lo ricorda ai microfoni della Radio Vaticana il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi. Bendetto XVI ha già incontrato le vittime degli abusi a Washington, Sydney e in Vaticano. Per il gesuita, quello da compiere per sanare le ferite degli abusi commessi, "è un cammino che per raggiungere effetti profondi deve ancor di più svolgersi nel rispetto delle persone e alla ricerca della pace".
"Anzitutto - spiega - continuando a cercare la verità e la pace per gli offesi. Una delle cose che colpisce di più è che vengono oggi alla luce tante ferite interiori che risalgono anche a molti anni addietro - a volte di diversi decenni - ma evidentemente ancora aperte".
"Molte vittime - rileva padre Lombardi - non cercano compensi economici, ma aiuto interiore, un giudizio nella loro dolorosa vicenda personale". Secondo il direttore della Sala Stampa delal Santa Sede e della Radio Vaticana "c'è qualcosa che va ancora capito veramente. Probabilmente dobbiamo fare un'esperienza più profonda di eventi che così negativamente hanno inciso nella vita delle persone, della Chiesa e della società". "Ne sono un esempio a livello collettivo - osserva - l'odio e le violenze dei conflitti fra i popoli, che vediamo cosi' difficili da superare in una vera riconciliazione".
La rivoluzione sessuale ha favorito gli abusi
Dentro e fuori alla Chiesa Cattolica "la maggiore frequenza degli abusi si è verificata nel periodo più caldo della rivoluzione sessuale degli scorsi decenni" sottolinea ancora padre Federico Lombardi. "Nella formazione - rileva il gesuita - bisogna fare i conti anche con questo contesto e con quello più generale della secolarizzazione". "In fondo - spiega Lombardi soffermandosi sulle 'risposte' che occorre dare per prevenire nuovi crimini - si tratta di riscoprire e riaffermare senso e importanza del significato della sessualità, della castità e delle relazioni affettive nel mondo di oggi, in forme molto concrete e non solo verbali o astratte". Si è visto infatti, "quale fonte di disordine e sofferenza può essere la sua violazione o sottovalutazione".
In proposito, Lombardi cita la Lettera del Papa agli irlandesi, dove si afferma che "una vita cristiana e sacerdotale può rispondere oggi alle esigenze della sua vocazione solo alimentandosi veramente alle sorgenti della fede e dell'amicizia con Cristo".
E' necessario fare giustizia
Il direttore della Sala stampa vaticana ha ribadito la necessità di fare giustizia sui casi di abusi sessuali che coinvolgono i sacerdoti dssia attraverso le norme del diritto canonico che vanno applicate con decisione, che attraverso la collaborazione con le autorità civili. "Accanto all'attenzione per le vittime bisogna, poi, continuare ad attuare con decisione e veracità le procedure corrette del giudizio canonico dei colpevoli e della collaborazione con le autorità civili per quanto riguarda le loro competenze giudiziarie e penali, tenendo conto delle specificità delle normative e delle situazioni nei diversi paesi".
"Solo così - ha aggiunto - si può pensare di ricostituire effettivamente un clima di giustizia e la piena fiducia nell'istituzione ecclesiale. Si è dato il caso che diversi responsabili di comunità di istituzioni, per inesperienza o impreparazione, non hanno pronti e presenti quei criteri che possono aiutarli ad intervenire con determinazione anche quando ciò può essere per loro molto difficile o doloroso". "Ma - ha spiegato ancora - mentre la legge civile interviene con norme generali, quella canonica deve tener conto della particolare gravità morale della prevaricazione della fiducia riposta nelle persone con responsabilità nella comunità ecclesiale e della flagrante contraddizione con la condotta che dovrebbero testimoniare.
In questo senso, la trasparenza e il rigore si impongono come esigenze urgenti di una testimonianza di governo saggio e giusto nella Chiesa".
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"Anzitutto - spiega - continuando a cercare la verità e la pace per gli offesi. Una delle cose che colpisce di più è che vengono oggi alla luce tante ferite interiori che risalgono anche a molti anni addietro - a volte di diversi decenni - ma evidentemente ancora aperte".
"Molte vittime - rileva padre Lombardi - non cercano compensi economici, ma aiuto interiore, un giudizio nella loro dolorosa vicenda personale". Secondo il direttore della Sala Stampa delal Santa Sede e della Radio Vaticana "c'è qualcosa che va ancora capito veramente. Probabilmente dobbiamo fare un'esperienza più profonda di eventi che così negativamente hanno inciso nella vita delle persone, della Chiesa e della società". "Ne sono un esempio a livello collettivo - osserva - l'odio e le violenze dei conflitti fra i popoli, che vediamo cosi' difficili da superare in una vera riconciliazione".
La rivoluzione sessuale ha favorito gli abusi
Dentro e fuori alla Chiesa Cattolica "la maggiore frequenza degli abusi si è verificata nel periodo più caldo della rivoluzione sessuale degli scorsi decenni" sottolinea ancora padre Federico Lombardi. "Nella formazione - rileva il gesuita - bisogna fare i conti anche con questo contesto e con quello più generale della secolarizzazione". "In fondo - spiega Lombardi soffermandosi sulle 'risposte' che occorre dare per prevenire nuovi crimini - si tratta di riscoprire e riaffermare senso e importanza del significato della sessualità, della castità e delle relazioni affettive nel mondo di oggi, in forme molto concrete e non solo verbali o astratte". Si è visto infatti, "quale fonte di disordine e sofferenza può essere la sua violazione o sottovalutazione".
In proposito, Lombardi cita la Lettera del Papa agli irlandesi, dove si afferma che "una vita cristiana e sacerdotale può rispondere oggi alle esigenze della sua vocazione solo alimentandosi veramente alle sorgenti della fede e dell'amicizia con Cristo".
E' necessario fare giustizia
Il direttore della Sala stampa vaticana ha ribadito la necessità di fare giustizia sui casi di abusi sessuali che coinvolgono i sacerdoti dssia attraverso le norme del diritto canonico che vanno applicate con decisione, che attraverso la collaborazione con le autorità civili. "Accanto all'attenzione per le vittime bisogna, poi, continuare ad attuare con decisione e veracità le procedure corrette del giudizio canonico dei colpevoli e della collaborazione con le autorità civili per quanto riguarda le loro competenze giudiziarie e penali, tenendo conto delle specificità delle normative e delle situazioni nei diversi paesi".
"Solo così - ha aggiunto - si può pensare di ricostituire effettivamente un clima di giustizia e la piena fiducia nell'istituzione ecclesiale. Si è dato il caso che diversi responsabili di comunità di istituzioni, per inesperienza o impreparazione, non hanno pronti e presenti quei criteri che possono aiutarli ad intervenire con determinazione anche quando ciò può essere per loro molto difficile o doloroso". "Ma - ha spiegato ancora - mentre la legge civile interviene con norme generali, quella canonica deve tener conto della particolare gravità morale della prevaricazione della fiducia riposta nelle persone con responsabilità nella comunità ecclesiale e della flagrante contraddizione con la condotta che dovrebbero testimoniare.
In questo senso, la trasparenza e il rigore si impongono come esigenze urgenti di una testimonianza di governo saggio e giusto nella Chiesa".
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2011年5月4日星期三
La Hyundai ix20 sfida le rivali
La Hyundai ix20 1.4 CRDi 90 CV è arrivata terza
La?Hyundai ix20, “cugina” della Kia Venga (carrozzeria, motore e pianale hanno molto in comune), punta a conquistare i clienti del segmento delle piccole?monovolume. Nel “primo contatto” di questa settimana scopriremo se ha le carte in regola per sfondare.
- 5° Lancia Musa 1.3 Multijet 90 CV 58 punti
- 4° Mercedes A 160 CDI 62 punti
- La Hyundai ix20 1.4 CRDi 90 CV è arrivata terza
- 2° Opel Meriva 1.3 CDTI 95 CV 74 punti
- 1° Fiat Idea 1.3 MJT 77 punti
La “baby” MPV coreana ha dovuto affrontare le quattro regine della categoria: Fiat Idea, Lancia Musa, Mercedes classe A e Opel Meriva. Scopriamo insieme la classifica, che prende in considerazione modelli turbodiesel con potenze comprese tra 80 e 95 CV.
5° Lancia Musa 1.3 Multijet 90 CV 58 punti
4° Mercedes A 160 CDI 62 punti
3° Hyundai ix20 1.4 CRDI 90 CV 68 punti
2° Opel Meriva 1.3 CDTI 95 CV 74 punti
1° Fiat Idea 1.3 MJT 77 punti
Le caratteristiche delle auto, e i motivi del nostro giudizio, nella gallery.
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